Garden teraphy e multisensorialità

16 Aprile 2023

In un giardino olistico gli elementi legati ai cinque sensi invitano ad un approccio equilibrato ed unico, che coinvolge l’essere umano nella sua totalità, in modo spontaneo, semplice, creativo e consapevole. Secondo un guru dell’ortoterapia, James Jiler, fondatore di Urban GreenWorks a Miami, l’esperienza sensoriale del giardinaggio, vera “cura” non solo personale ma anche trasversale ed inclusiva, permette di connettersi con l’originario stato primordiale, di ritrovare una relazione comunicazionale diretta con le forme di vita circostanti e di vincere la nevrosi e lo stress della vita di ogni giorno. Il recupero di arti antiche orientali, strettamente correlate al vento e all’acqua (Feng-Shui), elementi importanti per la modellazione paesaggistica, ed occidentali, quale la geomanzia, relativa a metodi di divinazione ispirati a ai segni della Natura, conferisce al nostro giardino, al nostro luogo “verde” casalingo l’idea di “sacro”, caratterizzato da uno spazio direzionale, da percorsi significativi, da zone scelte per l’ascolto del silenzio o della “natura acustica”, identitaria del luogo di cui ci si prende cura (Rolando Omar Benazon). I Greci antichi erano convinti che le piante avessero la capacità di cantare precise melodie, percepite dall’uomo solo se in un particolare stato emotivo. Negli anni Settanta del secolo scorso uno studio americano evidenziò il movimento della linfa di una pianta in vaso collegata ad una macchina che trasformava il movimento in segnali elettrici e onde sonore (Progetto Music of the Plants). I giapponesi considerano i fiori “viventi” a tal punto che l’arte cosiddetta ikebana diventa per tradizione essenziale e insostituibile nelle abitazioni private. Alcune piante, quando emettono il seme, esplodendo, producono un suono. Le piante apprendono e sono sollecitate da stimoli per cui, durante uno studio scientifico riferito ad una performance musicale con violino appoggiato al tronco di un grande Ceibo con radici aeree, le note prodotte dallo strumento a corde entravano in risonanza con le radici stesse, creando una melodia naturale sui generis. Il giardino o in generale un ambiente “verde” offrono l’opportunità di compiere un vero e proprio “atto di presenza”, che ritempra, tonifica, soddisfa, rilassa, fa sentire in pace con se stessi, dà l’opportunità di ritrovare quelle emozioni che ci appartengono in uno scambio continuo tra fonosfera e biodiversità. La ricettività, oggi ridotta o “compressa”, può rivitalizzarsi.

Troverai più nei boschi che nei libri. Alberi e rocce ti insegneranno le cose che nessun maestro ti dirà (Bernardo di Chiaravalle, 1100)

Stefania Manelli

in Lo Zibaldone Fiorito

Le Rubriche di VIVIMPERIA

Parole di potere e potere delle parole in età imperiale a Roma: la penna e lo scettro

L’imperatore tra realtà e finzione. Letteratura e potere da Augusto a Traiano.

Attraverso testimonianze letterarie di autori dell’epoca l’autrice ricostruisce la figura dei prìncipi romani con le loro personalità poliedriche.
Il lettore si trova davanti a un testo storico interessante, esaustivo in tutti gli argomenti trattati e analitico nelle sue parti. Dopo una premessa e un'introduzione che hanno già
come focus la figura dell'imperatore a Roma, il testo approfondisce questo tema centrale, spiegando il regime imperiale nella storia di Roma. La città eterna ha avuto l'influsso greco che l'ha contagiata e plasmata in modo egregio, grazie ad una cultura antica e solida, poi, fino ad Augusto, ha vissuto un lungo periodo che l'ha portata alla maturità, come una vera fioritura. Successivamente è cominciato il lento declino dell'impero con pochi altri periodi veramente floridi. L'epoca di Traiano veramente eccellente, ebbe vittoria e successo.
Il testo mostra Roma eterna, centro del mondo ed esempio per tutti, dove l'arte, la poesia, l'architettura l’hanno resa unica. Questo scritto si interroga sulla grandezza di Roma e sul suo lungo impero.
Nell'ultima parte del testo sono presenti molte citazioni che rievocano la grandezza dell'impero romano nei secoli e che riassumono in modo preciso ed esaustivo il succo di questo scritto. Il testo si divide in numerosi capitoli, è scritto in modo chiaro e scorrevole con riferimenti storici molto dettagliati. Numerose le note esplicative all'interno del testo, soprattutto nella parte finale. Sicuramente si tratta di note fondamentali che cercano di ottimizzare la lettura, rendendola più fluida. Ogni lettore, durante e dopo la lettura, sarà interessato ad approfondire gli argomenti trattati, cercando soprattutto di analizzare e comprendere la grandezza dell'impero romano nel tempo.

OSSERVAZIONE STRUTTURALE
Molto precisa anche la costruzione della struttura testuale.

GIUDIZIO COMPLESSIVO
Considerando la precisione grammaticale e strutturale, l’attento lavoro di ricerca e studio che certamente si nasconde dietro la stesura di un tale scritto e tenendo conto degli interessantissimi temi riportati, il giudizio complessivo non può che essere positivo.

IMPRESSIONI DEL LETTORE
Un saggio molto interessante, che vede la ricostruzione di una figura “mitica” attraverso le parole di chi ne ha condiviso il tempo e lo spazio. I principi romani sono infatti personaggi molto importanti dal punto di vista storico e culturale e l’opera di Manelli ne presenta le diverse sfaccettature cercando di ricostruirne le personalità ossimoriche attraverso il racconto del loro operato. Una lettura che accresce molto a livello culturale e si rivela coinvolgente e ricca di spunti per conoscere un passato che ha molto di attuale.